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V For Vendetta [Alan Moore. David Lloyd.]

In occasione dell'incontro con David Lloyd presentiamo questo ricchissimo approfondimento su V For Vendetta. Sono certo che dopo la lettura di questo articolo, se non lo avete già fatto, correrete a leggere un'opera importante quanto spiritualmente devastante come V for Vendetta.


Gli anni ottanta hanno visto la maturazione del media fumetto da “semplice” lettura per tutte le età ad espressione letteraria a tutti gli effetti, toccando liricità e vette narrative mai arrivate fino a quell’epoca.
Un grosso contributo a quest’opera di revisionismo a 360 gradi l’hanno dato soprattutto alcuni autori inglesi che saranno successivamente chiamati come gli innovatori o i revisionisti del fumetto supereroistico, che usciva dagli anni 70 con una grave crisi di storie e soprattutto di vendite.La cosiddetta “British invasion” iniziò con il reclutamento da parte delle due più grandi case editrici di comics d’oltreocano, la Marvel e la DC Comics.

Tra gli autori che hanno maggiormente rappresentato questa fase a cavallo della fine degli anni 70 e i primi anni 80 possiamo contare Chris Claremont (X-Men), Alan Davis, Barry Windsor Smith, e soprattutto Alan Moore. Nella seconda metà degli anni 80 arriveranno anche Jamie Delano (Hellblazer), Morrison (Animal Man) e Neil Gaiman (Sandman).
All’inizio degli anni ottanta Moore, poi osannato da critica e pubblico come vero re mida dei fumetti, era ancora alle prime armi, ma si fece notare subito per la sua tecnica di sceneggiatura ed i contenuti al limite del politically correct.
Opere come Marvelman (poi ribattezzato Miracleman per questioni di diritti) e V for Vendetta che inizia a scrivere nel 1981 per la rivista britannica Warrior dov’è pubblicato in bianco e nero, lo lanciano nell'olimpo del fumetto.

Nel 1985 Warrior chiude e con essa anche V for Vendetta che rimane incompiuta. Si dovrà aspettare il 1988, anno in cui la DC Comics acquisirà i diritti della serie, per vedere pubblicata la serie dall’inizio alla fine, in una versione in dieci numeri a colori. 

Alan Moore coadiuvato dall’ottimo David Lloyd ai disegni sempre suggestivi, imbandisce una trama molto complessa partendo da alcuni classici della letteratura, alcuni dei quali anche censurati all’epoca della loro prima pubblicazione. Palesi sono i riferimenti a 1984 di Orwell sin dalla prima vignetta e dalle prime parole, mentre la struttura narrativa si può definire come una pièce teatrale o come un’opera lirica o sinfonica che inizia con un’ouverture ad ogni “Libro” e nasconde una sorpresa ad ogni vignetta, e qui non si sa bene dove finisca il lavoro di Moore ed inizi quello di Lloyd.

Il protagonista dell’opera è V, un vigilante con cappa ed una maschera da Guy Fawkes sorridente. V è avvolto nel mistero e nel leggere l’opera scopriamo poco a poco com’è diventato quello che è e perché commette dei crimini contro gente “altolocata e per bene”.
La sua entrata in scena è degna di un Batman o di un Uomo Ragno, anche se non sentiremo mai un supereroe citare Shakespeare prima di uccidere le sue vittime.

Il racconto inizia il 5 novembre 1997 una data famosa in Inghilterra in quanto ricorre la Guy Fawkes Night, in ricordo della "Congiura delle Polveri" (o Gunpowder Plot) del 5 novembre 1605, quando Guy Fawkes tentò d’incendiare il parlamento britannico.
E’ passato il coprifuoco ed una sedicenne tenta di adescare qualche cliente, incappando purtroppo in un gruppetto di agenti governativi del Dito, forza di polizia del regime totalitario che vige nel Regno Unito dalla fine della guerra. Qui appare V che salva la ragazza e la fa assistere al suo “spettacolo” cioè all’esplosione del parlamento e a dei fuochi d’artificio.
Ad una prima lettura può sembrare la banale vendetta di un uomo a cui sono stati fatti dei torti e cerca di ricambiare i suoi oppressori torturandoli e uccidendoli, ma pian piano che l’opera prende forma ci accorgiamo che le apparenze ingannano e che l’obiettivo di V è molto più complesso e che mira decisamente a qualcosa di molto più alto: la libertà del popolo attraverso l’autogoverno.

Evey Hammond la ragazza che ha salvato, è sua ospite nella sua “galleria dell’ombra”, rifugio ornato da capolavori creduti perduti tra tele e libri della letteratura di tutto il mondo.
Evey gli chiede se può aiutarlo in qualche modo. Avrà una risposta attraverso una tortura che la renderà “libera” in un modo che ricorda un po’ i campi nazisti e la scritta sopra i cancelli di Auschwitz (il lavoro rende liberi), rendendola libera dalla paura, in un episodio molto toccante intitolato “Valerie”.
Come fa ben notare Mr Finch al Leader, la vendetta non è lo scopo principale di V, lo è invece far scattare una rivoluzione, spodestando il despota, e far avere finalmente al popolo una forma di autogoverno, e non uno stato di polizia fascista come quello in cui vivono.

Non sappiamo quanto inconsciamente Moore abbia accomunato V al Joker di Batman: entrambi sfigurati, entrambi creatori di caos, entrambi assassini e propensi a sovvertire l’ordine. La cosa che li distingue sono gli scopi: V vuole l’anarchia, il Joker vuole invece vendicarsi del suo fato, cercando di far impazzire il suo antagonista, Batman. Nel 1988 Moore scriverà “The Killing Joke” ed i metodi crudeli del Joker appariranno quasi simili a quelli di V, anche se con scopi completamente diversi.  Ogni opera culturale rispecchia il proprio periodo storico, e così è anche per V.Gli anni ottanta del ventesimo secolo hanno visto la conclusione della Guerra Fredda tra USA e URSS. In quegli anni infatti la tensione era sempre alta, ma con l’arrivo di Michail Sergeevič Gorbačëv alla guida della segreteria del PCUS e alla sua politica della Perestrojca e di glasnost, le relazioni tra il mondo comunista e quello capitalista si iniziarono ad ammorbidire, dando un segno di speranza per il futuro.Inoltre gli anni ottanta in Inghilterra furono gli anni della Thatcher la “Lady di Ferro” come veniva soprannominata, ed il suo periodo come capo del governo per ben tre mandati su molto controverso e contestato soprattutto dalla sinistra inglese.

 

"andiamo. pensava di uccidermi? non c'è carne o sangue da uccidere dietro a questo manto. c'è solo un'idea. E LE IDEE SONO A PROVA DI PROIETTILE." [Alan Moore. V For Vendetta.]

[di Carlo "Harlock" De Lorenzis]

Di David Lloyd abbiamo recensito anche:

- Il Territorio
- Kickback




Da HulkSpakk, Giovedì, 24 Luglio 2008 17:35, Letta: 581 volta/e Commenti(1)
Commenti
gigismondo
25 Lug 2008
Davvero un'ottima recensione. Chiara, precisa e, nonostante sia breve, con ottimi spunti. Grazie ad Harlock (quella completa è un tantino meglio).


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