Iniziando a leggere Il Territorio, ti viene da chiederti se non sia una trasposizione in fumetti di un racconto di Lovecraft. Lo smarrimento del personaggio, mostruosità che si intravedono o che vengono solo suggerite, una minaccia che aleggia vaga e innominata, orrori che non si palesano se non nella fantasia del lettore.
Guardi nuovamente in copertina ma il nome dello scrittore di Providence non fa capolino fra gli autori, Jamie Delano ai testi, celebre per aver delineato il John Constantine di Hellblazer, leggermente differente dalla controparte originaria presente in Swamp Thing, per un Animal Man post-Morrison più orientato all'horror e per un Captain Britain post-Moore più fantascientifico, e David Lloyd alle illustrazioni e colori, co-creatore per parte grafica del distopico V For Vendetta.
Ritorni a leggere, e forse pensi che sia un pastiche sulla falsariga dello stile del creatore di Cthulhu finché non incappi in elementi fantascientifici ingenui tipici di certa fantascienza anni '80. Torni indietro per guardare la data di copyright. 1999. Non ci siamo. Sembra più una serie partorita per la 2000AD, non fosse per i capitoli di più ampio respiro.
Eppure la miniserie risulta moderna, e dal ritmo incalzante (forse troppo. Avesse a disposizione qualche pagina in più, sarebbe perfetta) e Lloyd sperimenta nella costruzione delle tavole e nell'illustrazione, più di quanto non abbia fatto per V For Vendetta e il suo Kickback. D'altronde nessuna delle due opere permetteva una tale libertà di azione senza che il risultato fosse ridicolo.
Il Territorio invece è spudorato ed eccessivo come un fumetto della EC. I l protagonista non ricorda il suo nome e dice di chiamarsi Ishmael, usando la medesima frase che apre il Moby Dick di Melville. E sono molti i paralleli che si possono fare con Moby Dick: l'Ishmael del Territorio è all'inseguimento della donna che ama e di un sistema da distruggere, un po' come Achab dava la caccia alla balena che tuttavia rappresentava il suo stesso scopo di vita. Eppure la storia non è così ingenua come possa sembrare a prima vista. Si ripiega su sé stessa, si contorce in sviluppi inattesi e minaccia perennemente il lettore con la sua onirica vaghezza.
Funzionali a questo narrare psichedelico e forse ancora più efficaci della stessa sceneggiatura le illustrazioni di Lloyd e l'uso di colori acidi o cupi. Se la storia lascia un po' perplessi fino al finale che risolleva e getta nuova luce sul tutto (sebbene già dall'inizio Delano lascia intuire qualcosa, se si pone attenzione su alcuni dettagli e soprattutto su certe discrepanze fra la realtà che il lettore vede e il modo in cui Ishamel la interpreta), le tavole di Lloyd sono magnifiche, soprattutto dove l'autore di V For Vendetta decide di lasciar stare le classiche griglie che imprigionano le vignette e dà vita a tavole che sono l'equivalente di veri e propri voli pindarici, da disegni lisergici impreziositi da colori allucinogeni (si veda, come esempio, la doppia splash page del delirio di Ishamel, posta a poche pagine dall'inizio del secondo capitolo).
Un fumetto (in barba all'espressione "graphic novel") che diverte e affascina, godibile dal lettore più ingenuo e da quello più smaliziato, zeppo di riferimenti letterari ma fruibile anche da chi l'ignora, perfetto nei disegni e buono per la storia (lo trovo leggermente sbilanciato, ma si sa... ogni recensione èopinione).
Per un prezzo così basso (9,50€ sono pochi per i nomi coinvolti. Fosse finito in altre mani, il prezzo sarebbe lievitato di quei due o tre euro e ci avrebbero stampato in copertina un bel "dallo scrittore di Hellblazer-Constantine, da cui è stato tratto il film con Keanu Reeves, e dal creatore di V For Vendetta, da cui è stato tratto il film dei creatori di Matrix, il film con Keanu Reeves, un graphic novel da cui si potrebbe trarre un film perfetto per Keanu Reeves"), ne consiglio caldamente l'acquisto. Così potrete dire con alterigia "Io ho già letto il fumetto" ai vostri amici che vi inviteranno a vederne la trasposizione diretta dai fratelli Wachowsky. Con Keanu Reeves nel ruolo del protagonista, ovviamente.