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Chi Siamo
Chi siamo? Bella domanda…
Ogni tanto mi perdo nel chiedermi dove sarei adesso se non avessi fatto questo o quello, se non avessi quel giorno aperto questo negozio, se mio nonno non mi avesse mai regalato quella pila di fumetti Western per la promozione in quinta elementare, se non avessi mai letto quel numero 18 del Piccolo Ranger, del ’63, “Formiche Rosse”.
Probabilmente starei su un gradino dell’ultima bettola di Lecce, a bere una Dhreer in compagnia di un amico, a votare forza italia e a trastullarmi con donne e palloncini e goldoni.
E spesso sarebbero corrisposti alla stessa cosa.
E invece no, perché mi piace la vita dura e adoro i fumetti in tutte le sue forme, dai volumi di Trondheim al metropolitano Lazarus Ledd, da Ratman a un cartonato di Zezelij. Decisi così di dar vita a qualcosa di valido in questo sputo di città, dimenticata dai distributori e dai fumettari in gamba, orfana dalla nascita di un punto di riferimento reale, vittima di un’ignoranza congenita che iniziava a infastidirmi.
Ma dar vita a qualcosa in cui si crede, si sa, non è cosa danulla, e partorire un negozio di 90 metri quadrati ammobiliato e pieno zeppo di comix, manga e quant’altro, è qualcosa di apocalittico…
Il parto è sempre qualcosa di apocalittico.
Era il 1998, ed io mi crogiolavo nei miei vent’anni e nel fatto che un mio amico stava per aprire la PRIMA fumetteria a Lecce (Grazie Ned!). Dio, che emozione. Ancora non sapevo cosa avrei fatto solo 3 anni più tardi, ma finalmente avevo una fumetteria in cui poter comprare i fumetti che tanto desideravo! Una fumetteria di un amico per giunta! Ero euforico.
Basta dunque con le spedizioni dalla Marvel Italia!
Basta con gli ordini alla Bonelli per avere 4 Dylan Dog e 2 Tex, che poi se non ti arriva niente ti devi litigare con gli uffici postali, con la Bonelli e li odi tutti senza capire chi sia effettivamente il responsabile.
Basta! Basta con tutto questo!
E infatti tutto questo bastò ed ebbe fine subito. Una settimana dopo appena. Anzi, fu la mia amicizia con il neo fumettaro a finire subito. Ad essere precisi fu “posticipata” a data da destinarsi…
Ed io mi ritrovai al punto di partenza.
Dove potevo comprarli, adesso che lì non volevo più metter piede, i miei fumetti? Ero tristissimo.
Passò un mese e aprì una seconda fumetteria.
Mi ci precipitai, guardai il guardabile, comprai il comprabile, era l’inaugurazione, una cosa in piccolo ricordo, era sera, la fame si sentiva e già che c’ero mangiai il mangiabile: un dolcetto di pasta di mandorla molto, molto buono devo dire.
Di quelli con la ciliegina verde sopra per intenderci.
Una volta il cugino di un amico che conosceva il figlio di un dottore, mi disse che quelle ciliegine possono far male. E all’inizio mi preoccupai seriamente… Poi realizzai che nella guantiera il mio dolcetto era accanto ad un altro dolcetto di pasta di mandorla, anch’esso con la ciliegina, rossa questa volta. Ed era esattamente al centro della guantiera.
Faceva il saccente questo dolcetto. Guardava quei pochi dolcetti rimasti dall’alto in basso, con un’aria da “sottuttoio”. E aveva tutte le motivazioni per farlo, dato che era il più grande e il più anziano di tutti. E poi quella ciliegia rossa… era un rosso vivo, sembrava emanare fuoco e virtù.
Era inspiegabilmente affascinante.
Allora finalmente, in un attimo realizzai:la ciliegina del mio dolcetto, era verde d’invidia.
Non erano i coloranti dunque. Mi tranquillizzai. Il mio pancino poteva dormire una notte tranquilla.
Ma ebbi comunque, stranamente dei dolori.
Strinsi amicizia con ilnuovo neo fumettaro, mi ci litigai qualche anno più tardi, quando seppe che anch’io di li a poco avrei aperto una fumetteria.
Il punto è che si verificarono tanti piccoli eventi, i finanziamenti statali, la diversa visione di come deve essere fisicamente e di come deve essere gestita una fumetteria, le differenze tra fumettaro ed edicolantoide, la mancanza di un assortimento che soddisfacesse i miei gusti nel negozio in cui mi rifornivo. Tutte piccole cose legate ad un gusto personale e soggettivo, che mi spinsero a realizzare quello che agli occhi di tutti gli appassionati di fumetti come me, per un motivo o per un altro, era un po’ l’unica via per lavorare nel proprio ambiente preferito.
Era il 21 novembre 2001 e Mondi Sommersi festeggiava la propria nascita.
Il parto fu doloroso, anzi, che dico doloroso, apocalittico.
Dj Noerz sparava funk e hip hop dai suoi Thecnics per intrattenere i neo clienti, io sparavo cazzate per intrattenere Dj Noerz.
Era l’inaugurazione di Mondi Sommersi, ed era il 21 novembre 2001. I neo clienti mangiavano in branco, come vecchi lupi solitari, quel ben di dio che mia mamma aveva comprato. Tra una cazzata e l’altra anch’io mangiai. Evitaicon cura i dolcetti di mandorla, specie quelli con le ciliegine verdi sopra, perché dopo tre anni non mi fregava più nessuno.
Da quel momento ad oggi mi pare sia passato solo un istante, un battito di ciglia, una frazione di secondo, “un rapporto sessuale con il tempo” direbbe Attimino, il mio amico. Ma per quanto veloce sia stato il tempo a trascorrere, un sacco di cose sono cambiate…
ora sono più povero fuori ma più ricco dentro…
più rilassato fuori ma più dannato dentro…
più fumettaro fuori, ma più fumettaro anche dentro.
Questo è il sito di Mondi Sommersi, il sito di un’avventura che comincia ogni giorno.